COME LEGGERE IL BANDO E PARTECIPARE


In questa pagina trovi tutte le informazioni su bandi: dove trovarli, come leggere le informazioni, cosa aspettarsi nei vari momenti della procedura del concorso

Il bando è l’atto con cui la PA interessata rende pubblico il procedimento di selezione.
Essendo l’unica fonte ufficiale, è assolutamente consigliabile averne una copia fin dal momento in cui si decide se partecipare o meno ad un concorso.  Nonostante molte pubblicazioni (riviste e siti internet) siano abbastanza affidabili, ogni dubbio o incertezza, infatti, va chiarito leggendo il bando così come pubblicato.

I bandi vengono pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, che si può trovare:

– In visione ed in vendita nelle sedi del Poligrafico (cerca le sedi)
– In visione negli uffici degli enti locali
– In alcune edicole e librerie specializzate. L’elenco è disponbile sul sito della gazzetta ufficiale all’indirizzo http://www.gazzettaufficiale.it/librerieconcessionarie.jsp
– Su internet all’indirizzo www.gazzettaufficiale.it
– Nei siti delle amministrazioni che hanno indetto il concorso

La notizia dell’uscita di un concorso però, è facilmente reperibile nelle riviste e nei siti specializzati sui concorsi. Puoi trovare una lista di titoli di riviste e di siti specializzati nella sezione link di questo sito.

Una attenta lettura del bando è il primo essenziale passo nella scelta del concorso a cui partecipare. E’ nel bando, infatti, che si trovano tutte le informazioni necessarie: i requisiti di partecipazione, le materie oggetto della prova, le tipologie di prova, la tempistica del concorso.

La prima parte del bando (quella che comincia con i vari visto….) non è di interesse del candidato, mentre tutto ciò che segue la parola ‘decreta’ o ‘determina’va letto attentamente.

E’ in questa parte che troverai l’articolo (o gli articoli) che riguardano le informazioni generali sul concorso, quali:

1) Il numero dei posti messi a concorso
2) Il profilo professionale ES funzionario di terza area, fascia retributiva F1 del settore amministrativo, economico-finanziario……….. oppure “istruttore amministrativo ….”
3) La quantità dei posti eventualmente riservati a personale interno con contratti a tempo indeterminato o determinato.

In sintesi, qui la pubblica amministrazione comunica la quantità e la qualità dei posti messi a concorso. Il pubblico impiego è diviso in aree (A/B/C/D) , all’interno di ciascuna areasono collocati profili (o qualifiche)professionali che descrivono il contenuto professionale specifico, suddivisi in base ai differenti gradi di complessità e di contenuto (es. B1, B2, B3).A ciò corrispondono differenti trattamenti economici.

Naturalmente i requisiti (in particolare il titolo di studio) richiesti per il concorso variano a seconda del profilo professionale.

La maniera migliore per capire quali sono le caratteristiche del posto per cui intendi concorrere è quella di leggere il relativo contratto collettivo. Puoi trovare i contratti collettivi del pubblico impiego sul sito dell’ ARAN.

Uno o più articoli del bando sono dedicati ai requisiti di ammissione.

I requisiti riguardano:

– La cittadinanza. Possono partecipare ai concorsi i cittadini italiani e i cittadini della comunità europea
– Idoneità fisica
– Il titolo di studio, che può essere:

Di scuola media superiore o inferiore
Di laurea, breve o specialistica.

Attenzione però, il titolo di studio può valere come requisito di partecipazione o come titolo di merito. Nel primo caso non si può partecipare se non si possiede quel determinato titolo di studio. Nel secondo caso si può partecipare con un titolo di studio più ‘basso’ (es diploma) ma se si possiede quello più alto (es Laurea) ad esso viene attribuito un punteggio nel calcolo della graduatoria finale.  Un consistente punteggio per un titolo di studio che si possiede è un vantaggio da tenere in considerazione nella scelta se partecipare o no ad un concorso.

– Il godere dei diritti politici
– Ed infine il non essere stati destituiti, dispensati, dichiarati decaduti da un impiego pubblico.

Normalmente i requisiti devono essere posseduti entro la data ultima di presentazione della domanda, cioè di regola 30 gg dopo la pubblicazione del bando.

Sempre nel bando sono indicate sempre sia le materie oggetto d’esame che le tipologie di prove scelte.

Il bando indica sempre le materie di ogni singola prova. Normalmente (ma non è una regola) le materie della prova preliminare e della prova scritta sono le stesse, mentre ne viene aggiunta qualcuna (es lingua straniera o informatica) per la prova orale.

Le materie possono essere le più svariate, a seconda dei profili professionali messi a concorso.

Sono frequenti le prove di cultura generale, ma la gran parte dei concorsi – soprattutto per diplomati e laureati – verte su materie giuridiche. Tra queste, oltre all’onnipresente diritto amministrativo, si trovano spesso elementi di diritto civile, contabilità, diritto del lavoro.

Le prove vanno superate una alla volta: la prova preliminare dà accesso alla prova scritta, e quella scritta alla prova orale. Ogni prova prevede un voto (o punteggio) minimo per il suo superamento.

La prova preliminare (o preselettiva) prevede un punteggio che normalmente non viene utilizzato nella formazione della graduatoria finale, mentre quelli della prova scritta ed orale normalmente si sommano per la formazione della graduatoria finale.

Se per esempio ho ottenuto 8,25 nella prova preselettiva, 7,50 nella prova scritta e 7,85 nella prova orale, il mio punteggio finale sarà 15,35.

Se nella prova preliminare e nella scritta non ho ottenuto il punteggio minimo, non passo alla successiva, se invece non l’ho ottenuto alla prova orale, non entro in graduatoria finale

Presentare la domanda nei modi e nei tempi corretti è essenziale per la partecipazione al concorso.

Il bando stesso può contenere uno schema o modulo di domanda, o l’indicazione di dove è possibile reperirlo. In questo caso l’utilizzo del modulo è da considerarsi obbligatorio, a meno che non sia espressamente autorizzato l’utilizzo della domanda forma libera.

Il modulo predisposto va compilato in ogni sua parte.

Alla domanda di partecipazione non va allegato nulla, essendo ormai universalmente applicata la regola dell’autocertificazione.

Attenzione però, questo non vuol dire che l’amministrazione non verifichi l’esattezza delle dichiarazioni rese.

Al termine dell’iter concorsuale prima dell’immissione in ruolo, infatti, l’ufficio apposito procede con i riscontri e, nel caso il concorrente abbia dichiarato il falso, oltre ad essere fatto decadere dalla graduatoria, incorre nelle conseguenze penali dell’aver reso dichiarazioni false.

Da molto tempo non è più necessario nemmeno autenticare la firma in calce alla domanda.

Termini e modalità di partecipazione
Nella quasi totalità dei casi, la domanda deve essere presentata entro trenta giorni dall’uscita del bando.

La domanda può essere spedita con raccomandata (A/R), a far fede dell’avvenuta spedizione nei termini sarà dunque il timbro postare ; se il bando lo consente, può essere presentata personalmente all’ufficio che il bando stesso indica. Fate però attenzione, in alcuni casi l’iscrizione al concorso può essere fatta soltanto on line, su un portale o una pagina indicati nel bando. In questo caso è meglio evitare di farlo aull’ultimo momento per evitare di non riuscire a portare a termine l’iscrizione per l’overload della pagina.

Se l’iscrizione avviene per raccomandata, tenete presente che  l’amministrazione non è responsabile di un eventuale disservizio postale che abbia provocato la mancata ricezione della domanda.

Sempre più spesso le amministrazioni gestiscono le iscrizioni ai concorsi con un portale: in questo caso tutte le dichiarazioni sono rese on line. Quando è così, di solito la vecchia iscrizione via raccomanda non è praticabile.

Negli ultimi tempi, alcune amministrazioni hanno richiesto l’identificazione attraverso lo SPID o la firma digitale. Meglio muoversi per tempo quindi se non se ne è in possesso.

E’ questo in molti casi il punto dolente. Una volta presentata la domanda non è possibile prevedere quanto a lungo durerà l’iter procedimentale.

E’ possibile che il bando stesso abbia già indicato il giorno della prima prova, ma è un’eventualità abbastanza rara.

Più spesso il bando rimanda la pubblicazione della data delle prova ad una successiva edizione della G.U., che a suo volta potrebbe contenere una ulteriore dilazione. Ma non mancano casi, anche molto recenti, di amministrazioni che svolgono tutta la procedura in tempi brevi, mettendo in grave difficoltà i partecipanti che non si sono preparati per tempo.

Ricordiamo che lo svolgimento della prima prova non viene mai comunicato personalmente ed anche le successive possono non esserlo.

La via maestra quindi per non perdere occasioni importanti è quindi quella di rimanere costantemente informati. In questo la rete è stata un grandissimo passo avanti: quello che una volta costava ore di attesa al telefono o in qualche biblioteca, o l’acquisto continuo di inutili copie della GU, adesso può essere fatto con pochi click sul sito della Gazzetta Ufficiale.

Se si deve seguire l’evoluzione di più di un concorso, sono utilissimi anche i vari siti specializzati, che riportano via via sia i nuovi concorsi sia le date della varie prove di quelli già usciti.